(Italiano) La battaglia di Templenizza


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Isadoro Berti, professore di storia dell’arte, si reca nella cittadella di Templenizza per studiare i ruderi di un antico castelliere. Arrivato a destinazione dopo un lungo e solitario viaggio, è investito dall’atmosfera sinistra che pervade il luogo. Giunto nell’unico albergo, una costruzione medievale e labirintica popolata da strani personaggi, apprende della misteriosa diffusione di un pericoloso virus che si trasmette da uomo a uomo. Le donne del posto si organizzano allora in bande allo scopo di emarginare i maschi, soprattutto se scapoli e omosessuali, e lo stesso protagonista sarà perseguitato e fatto ostaggio. Scritto tra il 1989 e il 1990, La battaglia di Templenizza è un romanzo insolito e straniante sul pregiudizio, sull’intolleranza, sul conflitto tra i sessi, presi nelle maglie di una storia surreale e suggestiva, come negli esiti più affascinanti di Mattioni.

Edizione a cura di Chiara Mattioni. Prefazione di Riccardo Cepach.

ISBN: 978-88-97374-44-2

pagg. 165 – euro 13

Stelio Mattioni (Trieste, 1921-1997), dirigente d’azienda, esordisce nel 1956 con un volumetto di versi, “La città perduta” (Schwarz). Dopo l’incontro con Bobi Bazlen, che da subito lo incoraggia, pubblica il volume di racconti “Il sosia” (Einaudi, 1962 – premio Settembrini) e i romanzi: “Il re ne comanda una” (Adelphi, 1968 -– premio Selezione Campiello, riedito da Cliquot nel 2019), “Palla avvelenata” (Adelphi, 1971), “Vita col mare” (Adelphi, 1973), “La stanza dei rifiuti” (Adelphi, 1976), “Il richiamo di Alma” (Adelphi, 1980 – premio Selezione Campiello). Scrive quindi una “Storia di Umberto Saba” (Studio Tesi, 1989) e i romanzi: “Dove” (1984), “Il corpo” (1985), “Sisina e il Lupo” (1993), “Il mondo di Celso” (1994), tutti editi da Spirali. Postumi sono usciti: “Tululù” (Adelphi, 2002), “Memorie di un fumatore” (MGS Press, 2009), “Dolodi” (Zandonai, 2010), “Interni con figure” (EUT, 2011), “Di sé con gli altri” (Vydia, 2018), “La battaglia di Templenizza” (Vydia, 2020).

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