collane



  “Questa è la prima raccolta di Pidello tradotta in italiano e rappresenta un punto nodale, di sintesi e di raccordo, nell’opera complessiva del poeta argentino, che si dispiega su […]

Le ali di Angela


Da alcuni decenni il nome di Fabio Franzin è ben noto ai lettori di poesia che lo associano principalmente al tema del lavoro, della fabbrica e a tutto il groviglio di vite e contraddizioni di quel mondo. (…) Eppure nella già vasta opera di Franzin non è affatto assente almeno un’altra armonica, che dagli interni/inferni industriali conduce verso l’auscultazione del mondo naturale, e con esso della memoria che il paesaggio evoca. (…) A questa seconda intonazione poetica appartengono i testi di erba e aria; per i quali dunque non si può certo parlare di assoluta sorpresa, ma piuttosto di paziente continuità con le proprie radici poetiche.

Erba e aria




Il cadavere di una ragazzina ritrovato dentro un container di rifiuti in un quartiere multietnico scuote all’improvviso una sonnolenta, tranquilla realtà di provincia, risveglia sospetti sul “diverso”, facili e mai sopiti pregiudizi verso “lo straniero”. Carlo Galassi, burbero e solitario cronista dello storico giornale locale, segue il caso per la sua testata, alla ricerca di una verità scomoda e clamorosa. Sullo sfondo, la città di Ancona, la sua bellezza ruvida e struggente, notturna e trasandata, stretta nella morsa dell’afa estiva.

Nell’afa


Undici storie che narrano della Resistenza nascosta, quella combattuta da un mondo rurale ormai perduto fatto di uomini e donne che nel nome della carta costituzionale si ribellarono per riunificare il paese dal basso. Un'epopea dimenticata conservata nella memoria e finalmente riscoperta.

L’erba dagli zoccoli




Le Lettere di Nadia Agustoni sono lettere di resistenza, e, proprio come le lettere dei giovani eroi della Resistenza italiana, sono fresche e struggenti, desolate per la fine prossima e insieme attraversate da una celebrazione pura, senza retorica, della vita.

Lettere della fine


Un originale percorso geopoetico attraverso le Marche compiuto da diciassette autrici contemporanee, legate a questa terra dalle radici o dal caso, residenti per scelta o migranti per vocazione. Dal racconto alla prosa d’arte, dal saggio breve alla scrittura d’attualità, un progetto corale che interpreta un territorio tra bellezze e ferite, ne indaga le eredità culturali e artistiche, unisce il vissuto e la memoria allo slancio verso il futuro. Diciassette voci di donne, segni di un panorama letterario oggi più che mai attivo, per raccontare l’unica regione al femminile plurale.

Femminile plurale. Le donne scrivono le Marche



Quelle di Ortore sono dunque parole che rilasciano un mondo complesso, stati verbali della materia che vengono adoperati e mescolati oltre il loro significato semantico, gettati ancora vivi nella mischia alchemica, sondati nella intrinseca ironia geometrica,...

Buonanotte occhi di Elsa


La poesia di John Taggart ha il respiro meditato e profondo, l’estensione quieta e maestosa degli spazi della sua Pennsylvania: una vastità generosa di scenari in larga parte rurali, dove i giorni si fanno di rassicurante routine, di abitudini e tradizioni secolari. E’ la terra della cultura Amish (la cui lingua è detta non a caso Pennsylvania Dutch), chiusa nelle sue granitiche consuetudini, nel suo ricercato, intestardito isolamento.

Pastorali


Mistico, magico e con una sottile linea esoterica che lo pervade. Le Nuove Terre racconta il viaggio di uno strano eroe, portatore di un segreto che in tanti vorrebbero ghermire; sulle sue tracce si inseguono i suoi nemici e gli amici partiti alla sua ricerca, fino a un finale inaspettato.

Le Nuove Terre



Renata Morresi ha selezionato e tradotto dieci “drafts” di Rachel Blau DuPlessis, voce prestigiosa della poesia contemporanea americana. Scrive Morresi del complesso dei “drafts”: “un'opera che aspira, fin dal titolo, alla provvisorietà (draft è lo schizzo, l'abbozzo, la brutta copia) e alla continuità (il numero segnala l'inizio di una progressione) ...

Dieci bozze


Una soffitta di Parigi nasconde la vicenda dimenticata di una giovane donna nella Francia degli impressionisti e dell’assenzio, di Baudelaire e della Comune. Nell’arco fragile di un fascio di lettere antiche nasce e si consuma un amore scritto, pensato e vissuto tra convenzioni e moti libertari; il filo rosso che lega i due protagonisti si dipana lungo le anse della Storia e i meandri di un universo intimo destinato a un imprevedibile altrove.

Fil Rouge – Le lettere segrete di Yvette Mirabeau


Il titolo “Scuola di poesia” fa riferimento a una scuola di poesia realmente tenuta dall’autore, anche se nello spazio virtuale di una rubrica sul sito “La poesia e lo spirito”. I post e le riflessioni maturati in rete diventano un’opera lontana dall’idea di docenza ispirata dal titolo, ...

Scuola di poesia



Appunti dal parco” di Francesca Matteoni è un’intensa raccolta che alterna componimenti poetici a brevi frammenti in prosa. Gli slittamenti da una forma espressiva all’altra avvengono nella più completa fluidità, sia in nome di uno stile sempre vibrante e altamente poetico, ...

Appunti dal parco


La vita sa essere ordinaria e stravagante, lieta e sconvolgente. Lo sanno bene i protagonisti di questo romanzo, prigionieri di una tenue monotonia di provincia fatta di piccoli piaceri e malcelate frustrazioni, di misteri e segreti inconfessabili.

Linfe – Romanzo vegetale


L’antologia “Poesia di strada XIII edizione” raccoglie le opere dei dieci finalisti del concorso “Poesia di strada”, che si svolge a Macerata ed è ormai diventato uno tra i più […]

Poesia di strada XIII



“Le parole dolcemente fruscianti o seccamente suggestive di Marco Di Pasquale sono davvero capaci di evocare, di liberare pensieri, di creare illuminazioni, proprio perché scaturiscono direttamente dalla memoria, dall'accoglimento amoroso di quegli oggetti e luoghi umbratili, spesso in stato di abbandono, cui danno un nome.”

Il fruscio secco della luce


Dichiaratamente autobiografico, il romanzo vive di fuggevoli racconti e vicende apparentemente ordinarie, dall’infanzia alla maturità dell’autore. In realtà quella che viene raccontata è un’epica del quotidiano, in cui ogni evento, dal più divertente al più drammatico, viene pervaso da una spiritualità tutta personale, indagata e perfino teorizzata in una continua oscillazione tra ironia e sacralità.

Il Grande Orecchio