La Furia Refurtiva


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La “furia” di questa raccolta, come scrive Giorgio Bonacini nella sua prefazione, “vive in un’ambiguità semantica in cui non si sa se ciò sia materia di furioso furto o oggetto di furia derubata”. Libro vario e composito, questo, in cui sono coniugate, alla luce di una distanza e di un esilio immedicabile, la ricerca di un senso, la costruzione di un mito salvifico e la concretezza terranea (le origini come pretesto-metafora, l’origine come ricerca permanente del sentire). Alla mimesi sapienziale, quasi mascherina gnostica, della prima sezione, Serpe di Laconia, si affianca, contraddittoria opposizione, la cantabilità-pseudomemorabilità di Pause e licenze, fino alla  più piana e febbrile  musicalità delle Cinque sequele.  Tutta la raccolta, al di là delle soluzioni compositive, si concentra  tra  una distanza, che importa l’eterno nostos, ed un ritorno concreto, un ritorno del linguaggio e della mente.

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Enrico De Lea (Messina, 1958),  ha pubblicato le raccolte Pause (1992, Ed. del Leone), Ruderi del Tauro (2009, L’arcolaio ), Dall’intramata tessitura (2011, Smasher), Da un’urgenza della terra-luce (2012, La Luna, collana diretta da Eugenio De Signoribus), e sulle riviste Atelier, Tuttolibri, Registro di Poesia, Caffé Michelangiolo, fra le altre, nonché nelle antologie Poesia di strada XIII  – Vydia editore, 2011, e Parabol(ich)e dell’ultimo giorno – per Emilio Villa – DotCom Press, 2013.  E’ presente in rete. Assai legato ai luoghi d’origine, per ragioni di lavoro vive in Lombardia

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