Le ali di Angela


 

“Questa è la prima raccolta di Pidello tradotta in italiano e rappresenta un punto nodale, di sintesi e di raccordo, nell’opera complessiva del poeta argentino, che si dispiega su un lungo tragitto, caratterizzato dalla curiosità e dalla tensione interattiva verso altre forme d’arte, oltre che dalla volontà di riversare nella scrittura tutto questo patrimonio di stimoli, accumulato in anni di esperienze che mostrano una passione, quasi una vera e propria venerazione, per le culture europee (…) La preoccupazione maggiore di Pidello sembra essere la trasmissione dell’indecifrabile, nella sua semantica inattingibile, estranea a una grammatica logica decodificabile, e però qui resa comprensibile per chi legge-assiste alla sua opera assidua di affastellamento, di immagazzinaggio di dati. Gli angeli, declinati al femminile in oltraggio alla loro natura neutra, sono depositari, nel loro sorridere eloquente, di questo non-linguaggio, di segno apertamente sensuale e primordiale. In questo luogo, ambiguo e multivoco, ci attende Pidello, felice nella sua ansia conoscitiva, nella sua scelta di un volo folle, icaresco, fino alla sorgente della forza che lo induce, quasi lo obbliga, al lavoro poetico, per molti aspetti somigliante a certi automatismi creativi involontari di ascendenza surrealista. Voltando l’ultima pagina de Le ali di Angela, al termine del rito-lettura del libro, rimane forte la sensazione del mistero a cui abbiamo avuto accesso, dell’enigma dentro al quale abbiamo camminato, perdendoci in miriadi di sentieri e biforcazioni, cercando di farci luce attraverso labirinti di linguaggi, immagini e segni, in un percorso cifrato che forse non sarà mai del tutto possibile svelare.”

(dall’Introduzione di Marco di Pasquale)

Un progetto di traduzione realizzato con il contributo del Ministero degli Affari Esteri, del Commercio Internazionale e del Culto della Repubblica Argentina, nell’ambito del “Programa Sur”

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