Pastorali


copertina_pastoraliFASCETTA

Traduzione e introduzione di Cristina Babino

Testo a fronte in lingua originale (inglese/italiano) | English/Italian parallel text

La poesia di John Taggart ha il respiro meditato e profondo, l’estensione quieta e maestosa degli spazi della sua Pennsylvania: una vastità generosa di scenari in larga parte rurali, dove i giorni si fanno di rassicurante routine, di abitudini e tradizioni secolari. E’ la terra della cultura Amish (la cui lingua è detta non a caso Pennsylvania Dutch), chiusa nelle sue granitiche consuetudini, nel suo ricercato, intestardito isolamento. Ma la versificazione di Taggart, solo all’apparenza semplificata, colloquiale – e invece fortemente influenzata dalla poetica oggettivista di Louis Zukofsky e George Oppen – possiede anche, tra le pieghe di un rapporto serrato tra senso e suono, il ritmo scandito, le sincopate, ragionate ripetizioni del rhythm and blues. Le sue Pastorali sono canzoni intense e brevi, delicate e incise di sottile ironia, che restituiscono un mondo quotidiano, dove gli oggetti vivono la vita dei ricordi a cui sono allacciati, l’ambiente quella segnata dall’evidenza persistente dell’intervento umano. (Cristina Babino)

Vincitore del Premio Marazza 2014

John Taggart

Nasce a Perry, Iowa, nel 1942 ed è ad oggi una delle maggiori voci poetiche statunitensi; vanta una lunga carriera universitaria in qualità di Professor of English and Director of the Interdisciplinary Arts Program alla Shippensburg University, incarico iniziato nel 1969 e terminato nel 2001.

Ha pubblicato i saggi Remaining in Light: Ant Meditations on a Painting by Edward Hopper (Suny Press, 1993), Songs of Degrees: Essays on Contemporary Poetry & Poetics (University of Alabama Press, 1994) e ha tradotto da Eschilo (Fragments, Parallel Editions, 1992).

La sua imponente opera poetica, ampiamente antologizzata (inclusa anche in Best American Poetry 2002, a cura di Robert Creely), comprende, tra gli altri, i volumi: To Construct a Clock (Elizabeth Press, 1971), Prism and the pine twig (Elizabeth Press, 1977), Dodeka (introduzione di Robert Duncan, Membrane Press, 1979), Peace On Earth (Turtle Island, 1981), Loop (Sun & Moon Press, 1991), Standing Wave (Lost Roads Publishers, 1993), When the Saints (Talisman House, 1999), Pastorelles (Flood Editions, 2004), Unveiling/Marianne Moore (Atticus Finch, 2007), There are birds (Flood Editions, 2008) e l’antologia ricapitolativa della sua opera Is Music (Copper Canyon Press, 2010).

Tra le onorificenze ricevute: il Commonwealth Award for Academic Service del Pennsylvania Department of Education, il Pushcart Prize, il Chicago Review Poetry Prize, due fellowship dal National Endowment for the Arts e una dal Ford Foundation. Selezioni dei suoi materiali editi e inediti e delle sue corrispondenze sono conservate presso le Università del Connecticut, di Syracuse e della California. Tra le risorse online, l’archivio PennSound curato dalla Pennsylvania University ospita un’ampia scelta di suoi testi e interventi. Padre di due figlie, Holly e Sarah, John Taggart vive con la moglie Jennifer a Newburg, nella Cumberland Valley, in Pennsylvania. Attualmente lavora alla stesura di un saggio critico dal titolo provvisorio Robert Duncan And the Problem of Reading.

(Dalla nota biografica presente in volume, a cura di Cristina Babino)

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