Stelio Mattioni


 

Stelio Mattioni (Trieste, 1921-1997), dirigente d’azienda, esordisce nel 1956 con un volumetto di versi, La città perduta (Schwarz). Dopo l’incontro con Bobi Bazlen, che da subito lo incoraggia, pubblica il volume di racconti Il Sosia (Einaudi, 1962 – premio Settembrini) e i romanzi: Il re ne comanda una (Adelphi, 1968 – premio selezione Campiello), Palla avvelenata (Adelphi, 1971), Vita col mare (Adelphi, 1973), La stanza dei rifiuti (Adelphi, 1976), Il richiamo di Alma (Adelphi, 1980 – premio selezione Campiello). Scrive quindi una Storia di Umberto Saba (Studio Tesi, 1989) e i romanzi: Dove (1984), Il corpo (1985), Sisina e il Lupo (1993) e Il mondo di Celso (1994), tutti editi da Spirali. Tradotto in francese, tedesco e greco, ha collaborato a quotidiani e con la RAI. A dieci anni dalla morte, la città di Trieste gli ha intitolato una biblioteca civica. Postumi sono usciti: Tululù (Adelphi, 2002), Memorie di un fumatore (MGS Press, 2009), Dolodi (Zandonai, 2010), Interni con figure (EUT, 2011).