Soluzioni fisiologiche


 

“Il libro si presenta come l’itinerario di un disincanto, un diario poetico intimo, e allo stesso tempo impersonale («nutrivi di poesia la tua ferita / di appunti in penombra – adesso // la poesia degli altri / è la sutura che divide il tuo fuori / dal di fuori che hai dentro»), il cui oggetto privilegiato è appunto l’asettica auscultazione del proprio e dell’altrui corpo. Pagano ne registra, come in un referto clinico («a ogni esperimento ti misuro e / ti osservo»), le disfunzioni, l’inarrestabile decomposizione («i corpi sono esauribili»), e infine la livida, oggettuale oscenità della morte. La storia personale retrocede, così, a gelida anamnesi; le relazioni con gli altri si risolvono nella chimica di «scambi quotidiani di fluidi corporei» e così via. Ma dietro l’apparente, anatomico rigore di questa cifra cinica cova un’inquietudine segreta, che l’autore ritiene opportuno e decoroso non esibire in pubblico: uno spazio davvero privato (privato anche dell’afflato lirico) in cui la consolazione – o più esattamente l’illusione – della poesia, se mai c’è stata, se mai è transitata nelle pieghe meno appariscenti delle vicende ‘fisiologiche’ riferite, nell’aura di quelle corporeità cosali, ormai è sublimata e intestimoniabile.”

(Dalla Prefazione di Simone Giorgino)

Luciano Pagano è nato nel 1975 a Novara. Vive nel Salento. Si è laureato in Filosofia nel 2002. Dal 2004 dirige Musicaos, rivista di letteratura divenuta poi, nel 2014, casa editrice. Ha pubblicato tre raccolte di poesia (Venenum, 2000; Le poesie del Sol Levante, 2004; Tautosemie, 2008) e tre romanzi (Re Kappa, 2007; È tutto normale, 2010; Beati i puri, 2016).

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