Me sa mijj’anne


Me sa mijj’anne

Ovviro le avventure e le disavventure de òtto generażżïó de contadì de la parte de Macerata

di Silvano Fazi

“Il racconto di Silvano Fazi è uno spusalizzju, un convito spettacoloso; c’è il dialetto: tutti i termini, le locuzioni, i modi di dire del dialetto; c’è la storia, un pezzo di storia di quello che Prosperi chiama il volgo disperso; ci sono gli stornelli, le ottave in rima, i dispetti; ci sono i documenti di archivio, le foto, le lettere; ci sono le tradizioni, le usanze, i riti; ci sono le immagini idealizzate di quelli che erano i personaggi della campagna; ci sono le citazioni degli altri libri che hanno trattato l’argomento della contadinanza come categoria del folklore e dell’anima; c’è il memoir in cui racconta senza giudizi né pregiudizi di sé bambino e poi ragazzo che incontra il mondo di fuori dalla cerchia familiare e paesana…”

(Dalla postfazione di Giuseppina Pieragostini)

 

Postfazione di Giuseppina Pieragostini

genere: racconti dialettali

ISBN: 978-88-97374-65-7

pagg.  400 – euro 19

(anno di pubblicazione: 2021)

Fazi

Silvano Fazi, figlio di contadini mezzadri, ultimo di otto figli, è nato a Urbisaglia (MC) nel 1951. Diploma di maturità classica, professione infermiere psichiatrico, attualmente in pensione. Ha pubblicato (autopubblicazioni) nel 2014 Èra d’aprì e nel 2016 Per quanti fjuri caccia ’m prate, scritto insieme alla moglie Eliana Ribes, terzo classificato al premio letterario nazionale del 2020 “Salva la tua lingua locale”.

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